CONTENOTTE
METAFISICA QUANTICA A SPAZIO METAFORMICO 1974
VOLUME DAL TITOLO "CONTENOTTE 1974"
misure con Custodia originale cm 35,5 x 44.5 x 6
misure Volume cm. 37,7 x 47 x 7,5 Peso Kg 5.500
testi in Italiano, Francese ed Inglese
Volume con nr. 200 pagine, Nr. 33 Tavole stampate all ' interno + 3 OPERE
AUTOGRAFATE in Copertina, a pagina 7 e a pagina 197
In Copertina OPERA ORIGINALE "SPAZIO METAFORMICO 1974" Siliconi e glicerine elettroniche fluide cm 30x40 su pellicola - autografata in basso a dx dal Maestro Bruno Contenotte
Pag. 7 METAMORFOSI TERMICA IN EVOLUZIONE TEMPORALE - AUTORITRATT0 1974 Riscaldando l?opera con un foen a bassa temperatura appare l?immagine dell?artista - autografata in basso a dx dal Maestro Bruno Contenotte
Pag. 197 METAFISICA QUANTICA IMMAGINI 1974 - Siliconi e glicerine elettroniche + micro-scents cm. 34x44 su cartoncino nero - autografata in basso a dx dal Maestro Bruno Contenotte
Opera tirata in 500 esemplari .
Volume con contenitore originale, in perfetto stato di conservazione. Completo di tutte le pagine, nessuna scrittura o messa in evidenza. Nessun strappo nelle pagine.
N.B. vi sono in basso a pag. 0,1,2 e 3 delle piccole macchie giallognole, forse causate dalla gelatina dell?opera in copertina.
Bruno Contenotte, nome d?arte di Bruno Facchini (San Giorgio di Mantova, 29 aprile 1922; Milano 14 aprile 1992)
I suoi familiari sono di origini nobili ma da tempo lavorano come contadini e sperano che anche lui si unisca a loro nell ' attività agricola di famiglia. Nel frattempo studia astronomia, filosofia, fisica, chimica ed elettronica, ma il suo talento per le macchine è lampante e inizia a inventare e registrare molti brevetti (tra cui quello del primo antifurto a chiamata). Il richiamo dell?arte inizia a farsi sentire e frequenta l?accademia di Brera, decidendo nel 1952 di dedicarvisi a pieno titolo con quelle che lui definisce '' cose tecniche '' , '' macchine strane e aggeggi vari ''. Nel frattempo coltiva la passione per il judo, aprendo la prima scuola judoka di Milano, il Jigora Kano, nel 1956. È proprio il 1956 l ' anno cruciale del suo ingresso nel mondo dell?arte quando durante la Mostra del Blu alla Galleria Apollinaire conosce il gallerista Guido Le Noci, il critico d?arte francese Pierre Restany e Ives Klein a cui lo lega la passione per il judo. Entrambi maestri dell?arte marziale, i due iniziano un dialogo proficuo con Klein che gli mostra un?alternativa artistica in pieno Spazialismo.
Muore il 14 aprile 1992 a Milano.