Questa non è la classica auto usata che compri per andare al lavoro.
Questa è quella macchina che trovi per caso mentre scorri gli annunci, guardi le foto una seconda volta e inizi già a immaginartela finita nel tuo garage.
Audi 80 del 1992 preparata per la pista, con roll-bar interno, alettone posteriore enorme e tutta lattitudine delle vere auto da corsa vecchia scuola.
E mettiamo subito in chiaro una cosa: è aspirata.
Sotto il cofano niente turbina e niente scorciatoie: qui il motore deve prendere giri, urlare e va guidato come si deve. Il turbo lasciamolo a chi ha bisogno di una mano.
Niente tablet, niente modalità di guida e niente rumori finti dagli altoparlanti. Qui ci sono lamiera, meccanica, neve sulle fiancate e un progetto che aspetta soltanto qualcuno abbastanza matto da portarlo fino in fondo.
Ha quella presenza che le auto moderne non riescono più ad avere. È squadrata, aggressiva, grezza e totalmente fuori posto nel traffico normale. Ed è esattamente questo che la rende irresistibile.
La compri pensando di usarla ogni tanto.
Poi inizi a sistemare un dettaglio.
Poi ne migliori un altro.
E senza rendertene conto ti ritrovi con un giocattolo da pista costruito esattamente come lo hai sempre voluto.
Può diventare unauto da track day, da slalom, da neve, un progetto racing anni 90 oppure semplicemente il ferro più ignorante presente al prossimo raduno.
Non è perfetta, non è finita e non cerca un proprietario che voglia soltanto girare la chiave e partire. Cerca qualcuno che, guardandola, riesca già a sentire il motore aspirato al limitatore e a immaginare la prima curva fatta come si deve.
Le auto normali si comprano perché servono.
Questa si compra perché lasciarla andare a qualcun altro sarebbe un errore.
Niente curiosi, niente offerte ridicole e niente persone in cerca di unutilitaria economica.
Solo per appassionati, progetto da ultimare.